Antica Panetteria Tresoldi

storie d’Acqua di Farine e Città Alta 

​

narrano di vicissitudini antiche e giovani 

fascinazioni all’ombra di chiostri e cortili, 

per vie e piazze di selciato orante; raccontano 

di luci e ombre che vigorose pulsano 

nel cuore avventuroso dalla psiche feconda 

e creativa. Luoghi della memoria, che 

speranzosa si abbevera alla contemplazione 

della Bellezza, e squarcia il futuro...

​

Farina e Acqua, un grande ruolo nell’umana storia: 

da sempre la loro epopea s'intreccia, inestricabilmente, con la parte più povera e dolente del popolo. 

​

​

​

​

​

                        É per averne che «l’uomo traffica, s’industria, s’affatica e lotta» la mancanza o… anche la sola ‹paura di non avere› rappresenta un costante incubo che serpeggia nella cronaca individuale; non solo in quella più antica o moderna, come la falce appiana il prato appare qua e là nella contemporanea. 

Sorgenti, fonti e fontane all’interno delle mura giocano un ruolo fondamentale dello sviluppo nel corso dei secoli. Non sono certo quelle di Firenze o di Roma. Le fontane di Bergamo sono modeste, appartate, schive, proprio come i bergamaschi, ai quali nel corso dei secoli hanno assicurato l'elemento fondamentale della vita. Fu infatti l’abbondanza di acqua a permettere a Bergamo di crescere rigogliosa e sicura. Incanalata e distribuita dagli acquedotti, quest'acqua generosa sgorgava dalle numerose fontane che punteggiavano le strade della città. Nel XIII secolo se ne contavano addirittura diciassette, una per ogni quartiere. Discrete testimoni degli avvenimenti della città, esse hanno attraversato i secoli, recando ai bergamaschi la freschezza ristoratrice delle loro acque. [ ... ] 

La voce delle sue acque risuona nel cuore degli abitanti di Bergamo, evocatrice come i rintocchi del Campanone.

|1cit. da: Il corriere della Sera: Bergamo, la città delle fontane 30/12/2012 di Carolina Gotti |

Questo sito web fa uso di cookies. Si prega di consultare la nostra informativa sulla privacy per i dettagli.

OK